Il meraviglioso effetto della democrazia diretta

Ad esempio nel campo della tutela della salute della popolazione

A Malles un gruppo di cittadini si impegna da oltre dieci anni per la protezione della popolazione dall’impiego dei pesticidi in agricoltura: senza effetto e senza che le autorità e i politici abbiano prestato loro alcun ascolto. Tre anni or sono uno sparuto drappello di coraggiosi ha quindi cominciato a battersi per una nuova regolamentazione del diritto a partecipare alla decisioni politiche del proprio comune.

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Memorandum per le elezioni europee 2014

EUROPA: comunità sussidiaria solidale di regioni autonome, con cittadini autodeterminati e responsabili

Poter vivere in modo autodeterminato, responsabile e consapevole è uno dei più alti valori umani; sta a fondamento della democrazia, dello stato di diritto e della tutela delle minoranze. Vogliamo veder realizzati questi valori come base per la convivenza in Europa a tutti i livelli. Pertanto bisogna lasciarsi dietro ogni forma di dominio in cui le decisioni non si basano su un consenso fra i cittadini, e in cui i cittadini non hanno adeguate possibilità di comunicare, dibattere e deliberare liberamente su cosa perseguire o evitare.

Questi valori, noi non li vediamo realizzati e nemmeno veramente perseguiti negli attuali Stati dell’Unione Europea, che in realtà furono creati solo a fini di potere e hanno ormai esaurito la propria ragion d’essere. Al contrario l’Europa è la speranza di una comunità libera e pluralistica che persegue la convivenza,

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La maggioranza del NO apre la via a una buona legge sulla democrazia diretta in questa provincia

Non vogliamo sventolare la bandiera della vittoria per aver raggiunto la maggioranza del NO al referendum. Il referendum è stata una mossa di legittima difesa a cui ci ha costretto la dirigenza della SVP. Il treno di quelli che lottano per più democrazia, e che la legge della SVP avrebbe condotto in un vicolo cieco, ha fatto una fermata. Ora bisogna condurlo sul binario giusto, verso diritti di partecipazione civica effettivi e ben applicabili. Negli ultimi anni la SVP ha sempre parlato di dialogo con tutte le forze politiche, ma senza praticarlo. Ora noi puntiamo su colloqui corretti e fruttuosi.
  
In termini assoluti la partecipazione al voto è stata bassa. Ma considerando le condizioni in cui il referendum è avvenuto non è poi male. Certo non è un buon segno se questo risultato è valutato negativamente, per la bassa partecipazione, proprio da coloro che ne sono i principali responsabili: responsabili di aver reso necessario il referendum, responsabili per il momento sfavorevole, per la mancanza di un dibattito pubblico sul tema, e infine anche per la carente informazione istituzionale. Se quel che si voleva era una bassa affluenza, per averla si è fatto tutto il possibile. La media internazionale per la partecipazione a referendum oscilla fra il 30 e il 40%. Dunque col 26,4% siamo solo poco al di sotto. Ed è stata sufficientemente diffusa l’informazione che questa volta avrebbe deciso chi avrebbe votato, senza quorum. Perciò ha votato solo il 26,4%, ma ha deciso il 100% degli aventi diritto. Il restante 73,6% ha deciso di astenersi: cioè essi hanno deciso che i propri concittadini e concittadine dovessero decidere anche per loro.

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