Benjamin Constant (1767 - 1830)

Il rischio della moderna libertà è che, assorbiti nel godimento della nostra indipendenza privata e nel perseguimento dei nostri interessi particolari, rinunciamo con troppa facilità al nostro diritto di partecipazione al potere politico.

 

Stipendi adeguati per un'adeguata rappresentanza politica del popolo! PDF Stampa E-mail

Stabilirlo deve essere di competenza del popolo!

Giustamente adesso vengono messi in discussione gli stipendi esagerati dei politici ed i loro privilegi. L'Iniziativa per più Democrazia è dell'opinione che il motivo non stia tanto nella necessità di risparmiare quanto nel fatto che proprio all'anomalia degli stipendi dei politici italiani si deve la selezione di una rappresentanza politica così negativa. 
Proprio laddove si decidono le condizioni di vita di un'ampia parte di cittadini non servono persone che vogliono guadagnare molto e che hanno bisogno di privilegi per distinguersi dai comuni cittadini; a questo tipo di politici manca il collegamento con quello che invece è importante per la maggioranza dei cittadini. Al contrario per coprire questo ruolo servono molto di più persone che, senza un tornaconto personale ma con autentico spirito di servizio, si avvicinino alle condizioni di vita dei cittadini ed in qualità di catalizzatori della società cerchino forme di organizzazione sociale che siano di utilità comune.

Per l'Iniziativa per più Democrazia è sbagliato pensare ora di appellarsi alla generosità dei politici ed alla loro disponibilità di cominciare a risparmiare partendo da loro stessi. In un sistema politico sano non è consentito alla rappresentanza politica di stabilire le proprie competenze ma spetta ai cittadini determinare il valore del lavoro dei politici. 

La maggioranza politica, già da molti anni, impedisce il necessario completamento della rappresentanza politica con la democrazia diretta escludendo così le competenze dell'insieme della società civile; inoltre così facendo essa impedisce anche lo sviluppo della democrazia stessa e la guarigione di un sistema politico profondamente malato e lo fa in modo pienamente consapevole.  Se nel 2005 non avesse escluso esplicitamente nel disegno di legge provinciale sulla democrazia diretta  la possibilità di decidere con referendum sui propri stipendi, probabilmente adesso sarebbero già state avanzate proposte relative ad una nuova regolamentazione.
Chi si meraviglia che anche nella sua nuova proposta l'SVP rifugga dalla possibilità di prevedere il ricorso al referendum popolare per stabilire i propri stipendi? 

 

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