Benjamin Constant (1767 - 1830)

Il rischio della moderna libertà è che, assorbiti nel godimento della nostra indipendenza privata e nel perseguimento dei nostri interessi particolari, rinunciamo con troppa facilità al nostro diritto di partecipazione al potere politico.

 

Errore
I due disegni di legge sulla democrazia diretta, quello dell'Iniziativa per più democrazia e quello della SVP, sono radicalmente diversi: decida il popolo quale dei due deve diventare legge! PDF Stampa E-mail

Domani inizia in Consiglio provinciale la trattazione del disegno di legge d’iniziativa popolare sulla democrazia diretta. È la proposta che nel 2009, nel primo referendum provinciale, l'83% dei e delle votanti ha preferito alla regolamentazione tuttora vigente. Prossimamente sarà trattato anche il disegno di legge della SVP. Le due proposte divergono radicalmente, e perciò l'Iniziativa per più democrazia proporrà alla competente commissione legislativa di trattarle – e migliorale – separatamente. Poi il Consiglio provinciale dovrebbe indire un referendum consultivo per permettere al popolo di decidere fra le due proposte. Diversamente, l'Iniziativa per più democrazia s’impegnerà per tenere un referendum in cui il popolo decida sulla legge che il Consiglio provinciale avrà approvato.

Giovedì 22 settembre inizia nella I commissione legislativa l'esame del disegno di legge popolare sulla democrazia diretta. Nel 2009 esso è stato approvato dall'83% dei e delle votanti, cioè 114.884 cittadini e cittadine. In base alle esperienze fatte in quell’occasione esso è stato ulteriormente migliorato, e quindi presentato in Consiglio provinciale lo scorso luglio su iniziativa popolare col sostegno di 36 organizzazioni e le firme di più di 12.000 cittadini e cittadine.

Col disegno di legge recentemente portato in Consiglio provinciale dalla SVP, ci sono attualmente da trattare due proposte per una nuova regolamentazione della democrazia diretta, radicalmente diverse l’una dall’altra. Una simile situazione l’abbiamo già avuta nel 2004. Allora la SVP l’ha superata respingendo senza mezzi termini l’iniziativa popolare. Questa volta però, il disegno di legge della SVP non si contrappone a una proposta presentata da “solo” 6.300 cittadini. Infatti stavolta la proposta alternativa è quella che una maggioranza schiacciante ha preferito – nel referendum del 2009 – alla proposta iniziale della SVP, divenuta legge nel 2005. Ricordiamo che quella maggioranza era soprattutto di lingua tedesca, dunque una chiara maggioranza dell'elettorato della SVP.

Ognuno dei due disegni di legge ha una sua linea e una sua legittimità: quello della SVP in quanto proposta del partito di maggioranza, quello popolare invece come proposta del popolo, a cui il popolo ha dato il suo chiarissimo sostegno.
Tale diversità non può essere affrontata contemporaneamente in Consiglio provinciale: i compromessi e le rinunce necessari a questo fine non sarebbero accettabili né per il partito, né per il popolo. Un vero miglioramento non può avvenire per mezzo di un compromesso, che invece porterebbe a una regolamentazione intrinsecamente inconcludente e quindi di difficile applicazione.

Pertanto l'Iniziativa per più democrazia propone che i due disegni siano trattati separatamente, per permettere a ognuno dei due schieramenti di migliorare il proprio testo secondo la propria concezione e logica. Nel caso del disegno di legge d’iniziativa popolare, qualsiasi modifica dovrebbe essere condivisa anche dai promotori. Poi in un referendum consultivo il popolo dovrebbe poter esprimersi per l’una o per l’altra proposta. Il Consiglio provinciale può decidere di svolgere un tale referendum come espressione non vincolante della volontà popolare. Se il Consiglio non vorrà seguire questa strada l'Iniziativa per più democrazia, col necessario sostegno dei cittadini, chiederà il referendum contro la nuova legge e contemporaneamente ripresenterà il proprio testo in Consiglio. Solo così l'annoso tiro alla fune fra società civile e rappresentanza politica potrà risolversi in modo soddisfacente e riconciliante.

leggi l'intervento di Raffaella Zito, vicepresidente dell'Iniziativa per più democrazia alla conferenza stampa

 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna