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I cittadini e le cittadine devono e possono decidere essi stessi sul modo nel quale vogliono votare!

08.06.2001


Per noi cittadini e cittadine dev'essere ben chiaro: non è solo evidente il contrasto di interessi che divide l'opposizione e la maggioranza di governo sul sistema elettorale in base al quale scegliamo i rappresentanti politici; anche i cittadini e i partiti su ciò hanno aspettative totalmente contrapposte. La maggioranza al governo sarà sempre tentata di introdurre un sistema elettorale che rafforzi il proprio potere politico. Questo indirettamente va a scapito del diritto del cittadino di essere rappresentato. Con alte soglie di accesso agli organi di rappresentanza politica e con il sistema maggioritario vasti strati della popolazione vengono esclusi dal diritto di essere rappresentati. Le ultime elezioni l'hanno dimostrato in modo lampante e la recente proposta del presidente della Giunta provinciale, Durnwalder, ne è per ora l'ultima prova inconfutabile.

I cittadini e le cittadine invece, vogliono avere la possibilità di una scelta quanto più ampia possibile per essere rappresentati in modo il più diretto possibile. Prova ne è l'esito delle ultime elezioni nella Val Venosta. La democrazia inizia con il diritto dei cittadini e delle cittadine di nominarsi i propri candidati (un diritto che le gerarchie alte dei partiti si tengono riservato) e si conferma con il diritto di poter scegliere in modo più libero possibile tra i candidati di tutte le liste, cioè non limitato a candidati di una sola lista (l'attuale sistema elettorale basato sul voto vincolato a una lista riduce l'elezione del rappresentante del popolo all'elezione di un rappresentante di partito).
Di conseguenza gli interessi dei cittadini riguardo al sistema elettorale non sono rappresentati, ragione per cui dovrebbero essere gli stessi cittadini e cittadine a poter decidere secondo quale sistema elettorale vogliano votare. In base al nuovo Statuto di autonomia questa possibilità fondamentalmente è data: con lo strumento dell'iniziativa legislativa popolare la società civile può presentare un proprio disegno di legge in materia e 7000 cittadini o 7 consiglieri provinciali possono chiedere il referendum (senza il quorum di partecipazione) su una legge elettorale deliberata dal consiglio provinciale per respingerla. Se i cittadini e le cittadine ci tengono la rappresentanza politica non potrà non tener conto dei loro interessi! E in una vera democrazia nessun altro interesse può essere legittimo!

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