Rendiamo finalmente praticabili i nostri diritti di codecisione!
Ancora prima dell'estate, il Consiglio provinciale tratterà in via definitiva due disegni di legge dell'Iniziativa per più democrazia. Essi prevedono modifiche alla legge provinciale del 2018 sulla democrazia diretta e la partecipazione, volte a eliminare tutti gli ostacoli e gli impedimenti alla sua applicazione. I due disegni di legge sono stati presentati al Consiglio provinciale da otto partiti subito dopo le elezioni regionali del 2023. Essi ha firmato questo impegno in vista delle elezioni provinciali del 2023. La discussione dei disegni di legge è iniziata nel 2024 in commissione legislativa ed è proseguita nell'ottobre 2025 in plenaria del Consiglio provinciale. Qui si è delineata una maggioranza assoluta di 18 voti a favore dei due disegni di legge. Per questo motivo, l'SVP ha voluto
un rinvio della discussione finale e sono stati avviati colloqui con il partito.
Nell'intento di raggiungere un'intesa, siamo in attesa di risposte riguardanti la posizione del gruppo consiliare dell'SVP sui singoli punti dei disegni di legge e sulle ragioni di un eventuale rifiuto. Abbiamo fornito una panoramica di tutti gli elementi da trattare, in cui sono riportati gli argomenti a favore e contro. Questa sarà messa a disposizione di tutti i consiglieri prima della discussione finale.
Le proposte di modifica contenute nei due disegni di legge sono motivate in dettaglio nelle relazioni di accompagnamento. Esse mirano esclusivamente ad eliminare i motivi che hanno impedito l'esercizio dei diritti di partecipazione da quando nel 2018 è entrata in vigore la nuova legge. La loro inapplicabilità è documentata da cinque richieste di referendum respinte dalla Commissione (principalmente su temi che negli anni 2006, 2007 e 2009 diverse commissioni avevano già dichiarato ammissibili) e con due iniziative popolari fallite nel 2022 a causa di vecchie e nuove norme restrittive sulla raccolta delle firme (la forte restrizione della cerchia delle persone autorizzate all'autenticazione delle firme di sostegno e il divieto di raccolta nei mercati). Per eliminare questa inapplicabilità sono necessari almeno:
• la dichiarazione esplicita dell'ammissibilità delle votazioni referendarie su leggi che regolano la forma di governo (legge elettorale, democrazia diretta, parità di genere ...);
• una commissione tecnicamente qualificata e indipendente da qualsiasi influenza locale per verificare l'ammissibilità delle richieste di referendum popolare;
• una ridefinizione dei compiti di tale commissione riprendendo la normativa prevista dalla legge provinciale n. 11 del 2005;
• l'introduzione di un'assicurazione di tutela legale per i promotori, al fine di garantire il diritto di ricorso;
• una riduzione e uno scaglionamento delle soglie di firme richieste, in linea con lo Statuto di autonomia;
• l'introduzione della raccolta di firme online secondo il modello nazionale;
• l'ampliamento della cerchia di coloro che sono autorizzati a autenticare le firme;
• la possibilità di firmare in ogni comune della provincia;
• l'informazione istituzionale sull'uso dei diritti di democrazia diretta.
Il fulcro di questa modifica è contenuto nel disegno di legge n. 6, che stabilisce esplicitamente che gli elettori devono poter decidere, tramite referendum, come debba funzionare la democrazia. La democrazia stessa deve essere innanzitutto sottoposta al controllo e alla guida dei cittadini, altrimenti rimane indifesa e in balia di coloro che vogliono assicurarsi il potere. Maggiori informazioni al riguardo si trovano nel seguente articolo.


