La nostra casa comune brucia

RENDETE FINALMENTE PRATICABILE LA DEMOCRAZIA DIRETTA!

Noi cittadini abbiamo evitato lo smantellamento della democrazia

Prosegue il cammino per avere più democrazia e soprattutto una democrazia migliore …

CON DUE PROPOSTE DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE

 

Il referendum è salvo ma le regole attuali ci impediscono di votare su richieste di referendum propositivo e consultivo e quelli per migliorare le regole della democrazia non sono ammessi. Non possiamo nemmeno più richiedere referendum consultivi non vincolanti.

Quindi ricorriamo allo strumento della proposta di legge di iniziativa popolare, al diritto di presentare proposte legislative al Consiglio provinciale per essere trattate in modo vincolante. Le nostre due proposte chiedono regole che rendano finalmente praticabile la democrazia diretta. Se le due proposte verranno sostenute dalle firme dei cittadini entro settembre, i partiti in Consiglio provinciale dovranno decidere su di esse ancora prima delle elezioni dell'ottobre 2023.

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DI CHE COSA ABBIAMO BISOGNO PER FAR FUNZIONARE
LA DEMOCRAZIA DIRETTA

Il tema in discussione è la necessità di adattare la legge provinciale sulla democrazia diretta e la partecipazione (LP 22/2018) per rendere praticabile la democrazia diretta. Anche noi siamo convinti che serva una modifica della legge vigente, ma del tutto diversa rispetto a coloro che sono contrari alla democrazia diretta (SVP).

Puntiamo soprattutto ad un cambiamento delle regole e delle condizioni con cui la democrazia diretta attualmente non è affatto o difficilmente praticabile. Le due proposte di legge che vi presentiamo qui, servono a portare ora alla discussione in Consiglio provinciale questi che noi consideriamo cambiamenti necessari.

L'SVP invece intendeva correggere le carenze puramente tecniche della legge 22/2018 e voleva sfruttare questa opportunità per smantellare in modo palese la democrazia diretta con il tentativo di abolire il referendum. L’SVP forse cercherà di modificare nuovamente la legge con una propria proposta e c'è da temere che essa prevederà nuovamente restrizioni e peggioramenti. Un progetto di legge dei Verdi, con il quale si porrebbe rimedio unicamente ad effettive carenze tecniche, è pronto per essere discusso in Consiglio provinciale.

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 UNA STORIA DI IMPEDIMENTI

Spruchbaender opt

A questo punto per la SVP ha squillato l'allarme: Attenzione, i cittadini diventano autonomi!

 

NEL 2014 A MALLES VENOSTA

 I cittadini non si arrendono al loro destino e votano a stragrande maggioranza a favore di un comune libero da pesticidi (il 75% dei votanti con una partecipazione del 70%).

 NEL 2016 LA MAGGIORANZA DI GOVERNO PROVINCIALE SOCCOMBE CON IL PROPRIO REFERENDUM CONSULTIVO SUL RISAMENTO DELL'AEROPORTO DI BOLZANO
Oltre il 70% dei votanti dicono no al progetto presentato dalla Giunta provinciale.

 

DAL 2014 AL 2016

UNA NUOVA LEGGE SULLA DEMOCRAZIA DIRETTA E LA PARTECIPAZIONE
VIENE SCRITTA IN MODO TRASVERSALE AI PARTITI E INSIEME A MOLTI CITTADINI E
ALLE LORO ORGANIZZAZIONI.

 Nel 2018, poco prima delle elezioni, la SVP si vede costretta ad approvare questa legge, ma peggiorando il testo uscito dalla consultazione trasversale.

> DI SEGUITO VENGONO CHIUSI I CANCELLI <

VENGONO CHIUSI I CANCELLI

"Il potere di agire deve rimanere di fatto al partito di maggioranza!"

Hubert Frasnelli - ex capogruppo della SVP

Novembre 2014 - Su iniziativa del consigliere provinciale Noggler (SVP) a livello comunale le commissioni per il controllo dell'ammissibilità delle richieste di referendum comunali vengono sostituite da una commissione provinciale unica, formata da giudici estratti a sorte. Le competenze della commissione e i suoi limiti decisionali non sono chiaramente definiti, il che gli conferisce un potere illimitato.

Giugno 2018 - Nella nuova legge provinciale sulla democrazia diretta e la partecipazione, il limite di firme per ottenere i referendum, stabilito nel processo partecipativo e previsto dal disegno di legge con 8.000 firme, viene innalzato in Consiglio a 13.000. Inoltre viene eliminata la possibilità di referendum sui atti amministrativi (delibere della Giunta), che era prevista dal progetto di legge.

Settembre 2019 - La proposta di un referendum vincolante sulla costruzione di una condotta idrica sopra la frazione Avigna/S.Genesio viene dichiarata inammissibile.

2019 - 2020 - Cinque proposte su questioni da affrontare da parte di consigli dei cittadini sorteggiati, come previsti dalla legge provinciale 22/2018, vengono respinte perché non è stato istituito l'ufficio che secondo la legge 22/2018 doveva essere deputato a organizzare e accompagnare i consigli dei cittadini.

Ottobre 2020 - La Commissione della Giunta provinciale dichiara inammissibile due richieste di referendum propositivo per un uso più agevole degli strumenti di democrazia diretta e per l'introduzione del Gran Consiglio provinciale dei Cittadini estratti a sorte, nonché per l'attuazione immediata di un Consiglio dei Cittadini per il Clima. Questa decisione avviene senza una base legale ovvero in base ai poteri illimitati conferiti alla commissione.

Giugno 2021 - ´Sempre su iniziativa del consigliere provinciale Noggler (SVP) la maggioranza del Consiglio provinciale decide di abolire il referendum e di peggiorare importanti norme sulla democrazia diretta e sulla partecipazione. Un comitato promotore di cittadini e 14 consiglieri dell'opposizione chiedono il referendum su questa decisione.

Agosto 2021 - Senza che sia avvenuta una modifica della legge, dopo 15 anni con una prassi differente, la cerchia delle persone abilitate ad autenticare le firme viene ristretta sensibilmente e senza preavviso, escludendo il personale docente e sanitario e rendendo sensibilmente più difficile la raccolta di firme per le iniziative di democrazia diretta.

Pandemia 2020 - 2022 - L’uso di strumenti democratici diretti diventa impossibile. La richiesta di introdurre la raccolta firme online viene presentata più volte senza ottenere alcuna risposta.

Novembre 2021 - La richiesta di referendum a Sesto Pusteria sull'ampliamento dell'area sciistica del Helm viene dichiarata inammissibile.

Aprile 2022 - Due richieste di referendum solo consultivi per un uso agevolato degli strumenti di democrazia diretta e sulla richiesta che i cittadini possano determinare loro stessi la propria democrazia vengono dichiarati inammissibili dalla Commissione provinciale della Giunta.

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 BASTA!

VOGLIAMO UNA DEMOCRAZIA DEI CITTADINI

 democrazia dei cittadini deitro la porta

In che tipo di democrazia viviamo? In una democrazia dei cittadini o in una democrazia dei partiti? Chi è veramente sovrano? Noi cittadini o chi ci governa? La risposta dovrebbe essere chiara. Ma cos'è una democrazia di cittadini? Una democrazia di cooperazione paritaria tra tutti, senza distinzione tra cittadini e rappresentanti politici. Siamo tutti cittadini e, una volta eletti come rappresentanti, non siamo improvvisamente migliori o meglio preparati e non siamo al di sopra dei cittadini, ma ci mettiamo al loro servizio! Una democrazia di questo tipo si oppone alla democrazia della concorrenza e del conflitto: tra società civile e rappresentanza politica, tra partiti che opprimono la società con l'antagonismo della loro "partigianeria" strabordante, tra gli stessi rappresentanti politici che sono in costante competizione tra loro.

In una democrazia dei cittadini, sono loro ad avere la prima e l'ultima parola. Se vogliono, decidono loro stessi sulle proposte provenienti dai loro ranghi (iniziativa popolare). E i loro rappresentanti non possono mettere in atto nulla che i cittadini non abbiano avuto la possibilità di decidere autonomamente (referendum).

Una democrazia dei cittadini realizza soprattutto il principio fondamentale della democrazia, quello dell'uguaglianza e dei pari diritti. I cittadini non hanno meno diritti dei loro rappresentanti politici. Come questi ultimi, sono legislatori - con lo strumento dell'iniziativa popolare. In Alto Adige siamo riusciti a realizzare formalmente questo principio con l’istituto del referendum propositivo, ma a differenza dell’attività legislativa del Consiglio provinciale, la legislazione popolare è rimasta soggetta a un esame preliminare di ammissibilità – con il quale si è finora impedito l’esercizio di questo potere. Anche ai cittadini va dato il potere di determinare la forma della loro democrazia.

Una democrazia dei cittadini, con regole adeguate, vuole la collaborazione di tutti su un piano di parità. I cittadini vogliono che tutti i loro rappresentanti lavorino insieme, al di là di ogni differenza e confine, per trovare le soluzioni migliori e non per escludersi e combattersi a vicenda nella ricerca del potere (maggioranza - minoranza). I cittadini chiedono la collaborazione con loro stessi. Per questo devono avere a disposizione strumenti di democrazia diretta ben applicabili ed efficaci, almeno come li conosciamo in Svizzera e di cui la presidente del Consiglio nazionale (2021-22), la massima carica svizzera, può dire: "Poiché ogni minoranza può ricorrere al referendum e all'iniziativa popolare, l'esecutivo e il legislativo cercano di raggiungere il più ampio consenso possibile su un progetto di legge prima di prendere una decisione. In questo modo, si può tenere conto del maggior numero possibile di aspetti ed esigenze della società civile. In questo modo, gli elettori valutano il lavoro del governo e del parlamento".

A tal fine, è necessaria una grande diversità di formati della partecipazione con cui i cittadini possono cercare insieme le risposte ai problemi da risolvere e ai miglioramenti da apportare. A tal fine si offrono innanzitutto i consigli dei cittadini estratti a sorte che, come dimostrano le esperienze già fatte in tutto il mondo, sono in grado di elaborare proposte convincenti e soluzioni efficaci laddove l'assemblea parlamentare fallisce o si sente sopraffatta, proprio grazie alla loro composizione eterogenea e agli sforzi che devono fare per raggiungere il consenso.

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 CHE COS'È UNA PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE?

LP 22/2018, art. 13 ff

La proposta di legge di iniziativa popolare è il nostro strumento democratico diretto più debole, però proprio per questo nessuno può precluderci il suo utilizzo. Dopo tutto con questo strumento siamo riusciti a conquistare le leggi sulla democrazia diretta del 2005 e del 2018. Tuttavia queste due leggi non erano e non sono realmente applicabili. Quella del 2005 soprattutto a causa del quorum di partecipazione del 40%, mentre la legge del 2018 attualmente in vigore si è rivelata in questi anni non praticabile soprattutto per l’azione della commissione della giunta provinciale che decide sull'ammissibilità delle richieste referendarie.

Con 8.000 firme autenticate da raccogliere in 4 mesi, è possibile portare in Consiglio provinciale una proposta di legge. La questione deve essere trattata in via definitiva dalla commissione legislativa entro 6 mesi e dalla sessione plenaria del Consiglio entro altri 6 mesi. I consiglieri in questo modo sono confrontati con una precisa richiesta di legge e devono alla fin fine prendere una decisione su di essa. Questo è particolarmente delicato proprio in vista delle elezioni provinciali dell’ottobre 2023. Nel 2018 l’imminenza delle elezioni è stata decisiva per il varo dell'attuale legge sulla democrazia diretta. Ora questa situazione si ripresenta per le nostre due nuove proposte di legge di iniziativa popolare.

Entrambe le due proposte di legge di iniziativa popolare sono state presentate alla Presidenza del Consiglio provinciale in data 16 giugno 2022.

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 I. 
PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE

Noi cittadini vogliamo determinare la nostra democrazia

Per questo rivendichiamo le seguenti modifiche alla Legge 22/2018.

1. Deve essere stabilito nella legge in modo esplicito che sono ammissibili referendum propositivi e abrogativi anche su proposte legislative che riguardano il funzionamento della democrazia (materia secondo l'art. 47 dello Statuto di autonomia)

2. Deve essere prevista una diversa composizione della commissione per i procedimenti referendari.

Per ben quattro volte ad Aosta e in Alto Adige tali commissioni hanno dichiarato ammissibili proposte referendarie riguardanti le regole della democrazia. Nessuna legge e nessun articolo stabiliscono l'esclusione di questa materia dal voto referendario. Tuttavia, nel nostro caso, due commissioni, costituite in gran parte dagli stessi membri, hanno stabilito che sia solo il Consiglio provinciale a poter decidere sulle proposte legislative che riguardano le regole della democrazia. In effetti però nel 2009 avevamo già votato su proposte legislative di questo tipo. Quindi il giudizio della commissione dipende dalla sua composizione ovvero da quali giudici vengono estratti a sorte per farvi parte. La decisione pro o contro alla fin fine dipende dal fatto se i membri sorteggiati della commissione hanno un atteggiamento favorevole o contrario di fronte alla democrazia diretta. È quindi nient’altro che una questione di fortuna. Certo, è possibile ricorrere in tribunale contro la decisione della Commissione, ma si rischia di essere condannati a pagare spese legali altissime alla controparte. Inoltre non si può escludere una difficoltà da parte del tribunale a prendere un’eventuale decisione contraria a quella già presa da un giudice membro nella commissione. Se la commissione fosse composta da avvocati e professori universitari non attivi in provincia, come da noi proposto, non ci sarebbe né il rischio di parzialità, né l'effetto conseguente di tre poteri non chiaramente separati l’uno dall’altro.

Tutto ciò va cambiato! La legge 22/2018 deve stabilire esplicitamente che le votazioni referendarie che riguardano il funzionamento della democrazia sono ammesse. Allo stesso modo, deve essere prevista una diversa composizione della commissione.

Richiesta di proposta di legge di iniziativa popolare presentata alla Presidenza del Consiglio provinciale
in data 16 giugno 2022

Le cittadine e i cittadini determinano la loro democrazia

RICHIESTA DI PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE.  Continuiamo a perseguire con questa richiesta quanto abbiamo presentato già nel marzo scorso come referendum consultivo. La richiesta è stata dichiarata inammissibile da parte della Commissione della Giunta provinciale in data 29 aprile 2022. La proposta di legge di iniziativa popolare non viene sottoposta al voto referendario ma deve essere trattata dal Consiglio provinciale entro un anno dopo la dichiarazione di validità in base alla presentazione del numero di firme richieste.

Ecco qui il disegno di legge e la relazione di accompagnamento (PDF) 

“Modifica della legge prov. 22 del 3/12/2018 'Democrazia diretta, partecipazione e formazione politica': Le cittadine e i cittadini determinano la loro democrazia – ammissibilità esplicita di votazioni referendarie propositivi e abrogativi su questioni riguardanti la forma di governo secondo l’art. 47 dello Statuto di autonomia e nuova composizione della Commissione per i procedimenti referendari.

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 II. 
PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE

Vogliamo che l'utilizzo degli strumenti di democrazia diretta sia reso più semplice!

A tal fine rivendichiamo le seguenti modifiche alla legge 22/2018.

1. introduzione della raccolta firme online

2. l'abbassamento della soglia del numero delle firme da raccogliere e uno scaglionamento adattato ai singoli strumenti di democrazia diretta

3. l'ampliamento della cerchia delle persone abilitate ad autenticare le firme e la possibilità di poter firmare in tutti i comuni (non solo in quello di residenza)

4. informazioni istituzionali sull'uso che si fa di questi strumenti.

su 1)    Firmare a favore di un'iniziativa di democrazia diretta nelle condizioni attuali è un impegno troppo gravoso per i cittadini, che in 3 casi su 4 vanno a firmare in Comune. La difficoltà è più grande quando i cittadini non lavorano nel proprio comune di residenza e quindi è difficile per loro firmare nel proprio Comune durante l'orario di lavoro. Non eliminare queste difficoltà è totalmente irragionevole, poiché le firme ormai possono essere raccolte anche digitalmente. La raccolta di firme online è utilizzabile in Italia dal 2021 e viene già praticata a livello nazionale.

Lo stesso vale per il grosso impegno materiale e di lavoro che comporta la raccolta tradizionale delle firme sui moduli sui quali si raccolgono le firme, nei Comuni o ai tavoli di raccolta firme, una mole di lavoro sia per i promotori che per le amministrazioni comunali. Un aumento dell'utilizzo degli strumenti di democrazia diretta, se da un lato è auspicabile, in quanto i cittadini possono dare un contributo prezioso per affrontare i problemi, dall’altra sovraccaricherebbe di lavoro gli uffici responsabili dei comuni.

Il livello di sostegno dei cittadini a una proposta non dev’essere determinato dal grado di difficoltà nel raccogliere le firme, ma dovrebbe essere espressione dell'effettivo consenso dei cittadini, la cui espressione deve essere resa più semplice possibile. La raccolta di firme online è un'ulteriore possibilità di supporto, mentre rimangono utilizzabili anche le forme tradizionali.

A proposito: la SVP aveva già previsto la raccolta di firme online nel suo progetto di "riforma" della democrazia diretta del 2013. Peccato che la SVP avesse combinato la raccolta firme online con norme che avrebbero impedito lo svolgimento dei referendum. Per questo motivo avevamo dovuto sottoporre a referendum la legge SVP, che gli elettori in effetti hanno respinto al voto.

su 2)    Il numero di firme da presentare per l'uso degli strumenti di democrazia diretta deve corrispondere al quadro stabilito dalla Costituzione. Lo Statuto di autonomia prevede circa 8.400 firme per il referendum confermativo. Questo numero di firme necessarie è stato poi in effetti anche previsto come soglia per poter attivare i referendum nel nuovo progetto di legge per determinare la democrazia diretta scaturito dal processo partecipativo 2014-2016. È stato innalzato a 13.000 nella seduta plenaria del Consiglio provinciale in fase di approvazione della legge, senza alcuna ragione, se non quella di rendere più difficile l’uso di questi strumenti. Chiediamo quindi che il numero di firme venga allineato al dettato costituzionale. Inoltre, è ovvio e sensato scaglionare il numero di firme necessarie in base a quanto è vincolante ed efficace lo strumento. Di conseguenza, la proposta prevede 2.500 firme per la proposta di legge di iniziativa popolare in quanto diritto di mera proposta non vincolante, 5.000 per il referendum consultivo non vincolante e 8.000 per i referendum propositivi e confermativi.

su 3)   La Commissione per i diritti umani delle Nazioni Unite, in una sentenza a seguito di una denuncia da parte di cittadini italiani, ha obbligato l'Italia a rimuovere gli ostacoli ingiustificati e irragionevoli all'esercizio dei diritti democratici diretti. Questo obbligo vale anche per l'Alto Adige, che invece ha reso le norme sull'autenticazione delle firme ancora più restrittive e di recente le ha addirittura inasprite, visto che il Presidente della Giunta provinciale non ha più concesso questo diritto al personale docente e ai dipendenti del servizio sanitario. Chiediamo che qualsiasi cittadino possa essere nominato dal comitato promotore e incaricato di questo compito dal sindaco, se si assume le corrispondenti responsabilità penali. Inoltre, è prevista la possibilità di poter firmare in tutti i comuni, non solo nel proprio comune di residenza, come ora previsto dalla legge provinciale 22/2018.

su 4)    Nella citata sentenza della Commissione delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, si richiede inoltre che vengano fornite alla popolazione informazioni sufficienti sull'uso degli strumenti di democrazia diretta e sulla possibilità di sostenere le iniziative. Di conseguenza, nel presente disegno di legge proponiamo l'obbligo per la pubblica amministrazione di annunciare pubblicamente sia la presentazione di una proposta di legge di iniziativa popolare che la richiesta di referendum.

 

 Richiesta di proposta di legge di iniziativa popolare presentata alla Presidenza del Consiglio provinciale
in data 16 giugno 2022

Per un utilizzo più semplice degli strumenti democrazia diretta

RICHIESTA DI PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE.  Continuiamo a perseguire con questa richiesta quanto abbiamo presentato già nel settembre 2020 come richiesta di referendum propositivo e nel marzo scorso come referendum consultivo. Entrambe le richieste sono state dichiarate inammissibili da parte della Commissione della Giunta provinciale, l'ultima in data 29 aprile 2022. La proposta di legge di iniziativa popolare non viene sottoposta al voto referendario ma deve essere trattata dal Consiglio provinciale entro un anno dopo la dichiarazione di validità in base alla presentazione del numero di firme richieste.

 Ecco qui il disegno di legge e la relazione di accompagnamento (PDF)

“Modifica della legge prov. 22 del 3/12/2018 'Democrazia diretta, partecipazione e formazione politica': Agevolazione della raccolta firme con l'abbassamento e la differenziazione del numero di firme da raccogliere per i singoli strumenti di democrazia diretta, con la certificazione delle firme da nuovi soggetti e con l'introduzione della raccolta firme online.

 

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 COSA POSSO FARE IO

1.  Prima di tutto Ti preghiamo di firmare le due proposte di legge di iniziativa popolare entro settembre 2022.
A differenza del referendum dello scorso anno, dove era possibile firmare in un comune diverso da quello in cui si vive, questa volta purtroppo in base alla legge 22/2018 che vogliamo che venga migliorata e resa ben applicabile si può firmare solo nel proprio comune. Questo è uno degli ostacoli che vogliamo rimuovere con la nostra proposta!

2.  Per favore, parlane anche con quante più persone possibile e invita anche loro a firmare.

3.  Se è in qualche modo possibile, ti preghiamo di sostenerci finanziariamente.
Se molti donano anche piccole somme, allora riusciremo a superare le nostre attuali difficoltà finanziarie. Dobbiamo riuscire a far fronte alle ingentissime spese legali, che dobbiamo pagare a causa dei risorsi presentati contro le decisioni dell’amministrazione provinciale. Per fare un versamento di sostegno segui questo link. Grazie mille!

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MATERIALE INFORMATIVO 

  • Foto della manifestazione del 29/7/2022 davanti al Palazzo del Consiglio provinciale con la presentazione delle due proposte di legge di iniziativa popolare

 

Video e clip

I. Clip (1:22) Presentazione pubblica il 29/7/2022 davanti al Palazzo del Consiglio provinciale delle due proposte di legge di iniziativa popolare per una democrazia diretta praticabile
https://youtu.be/d7zBsM_YBnA

II. Clip (1:22) Presentazione della proposta di legge di iniziativa popolare I "Noi cittadini vogliamo determinare la nostra democrazia!"
https://youtu.be/boukC6cuIqI

III. Clip (1:10) Presentazione della proposta di legge di iniziativa popolare II: „Per un utilizzo più semplice strumenti di democrazia diretta!“
https://youtu.be/ZPWelL1-Y6M

IV. Video-appello (1:58) di Roberto Pompermaier, membro del direttivo dell’Iniziativa per più democrazia ed ex coordinatore del VKE, di firmare le due proposte di legge di iniziativa popolare
https://youtu.be/BS7dKZIPhfw

Altri video in lingua tedesca trovate sotto questo link.

NEI MEDIA 

in lingua italiana

in deutscher Sprache

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DOCUMENTI

 

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AZIONI

 presentazione delle proposte di legge di iniziativa popolare e avvio della raccolta firme
 
 
 
 
LAVORI DI TRADUZIONE  IN CORSO
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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