APPELLO URGENTE

Link al sito delle due proposte di legge di iniziativa popolare

Due proposte di legge di iniziativa popolare per rendere praticabile la democrazia diretta
ATTENZIONE

mancano ancora molte firme per raggiungere il numero necessario per poter presentare le due proposte
in Consiglio provinciale.

I media non informano e non troviamo abbastanza persone che possano autenticare le firme da raccogliere ai banchetti per strada.
La nostra speranza è che il maggior numero di firme venga deposto nei Comuni, anche questa volta nell'ultima settimana.
 
Le 2 proposte di legge possono essere
firmate solo nel comune* di residenza entro il 30 settembre

per esigere dal Consiglio provinciale di eliminare le limitazioni e gli impedimenti all’esercizio della democrazia diretta e
costringere lo stesso Consiglio a decidere su di esse prima delle elezioni provinciali del 2023.

appello urgente - ultimi giorni per firmarePOSSIAMO SE VOGLIAMO

I cittadini sono sempre più delusi di come funziona la democrazia e desiderano migliorarne il funzionamento.
Abbiamo tutti bisogno di confrontarci insieme per affrontare e cercare di risolvere i problemi che ci troviamo di fronte.

A tal fine avevamo presentato negli ultimi due anni quattro richieste referendarie. Esse sono state tutte dichiarate inammissibili con motivazioni a nostro avviso pretestuose. In più viene ostacolato intenzionalmente il sostegno alle iniziative referendarie da parte dei cittadini e la politica locale si rifiuta di attivare anche in Alto Adige la possibilità della raccolta online firme.

Insieme riusciamo a cambiare le cose ...
così come abbiamo salvato il referendum!

Le buone regole democratiche non sono arrivate e non arriveranno come regalo di chi detiene il potere.
Siamo noi, ognuno di noi, a doverle richiedere e a pretendere che vengano attivate. Altrimenti non le avremo mai!

* A Bolzano solo la mattina di lu, mar, giov. anche nell'ufficio nel pianterreno
dietro allo sportello del cittadini in vicolo Gumer.
Altrimento in Segreteria generale nel vecchio Municipio, piazza
Municipio 1°piano, stanza 130, con entrata da vicolo Gumer salendo
al primo piano e proseguendo per il lungo corridoio verso il vecchio
Municipio.
Nei centri civici di quartiere con prenotazione attraverso questo link.

Il tetto brucia - aprite i cancelli

VOGLIAMO SPEGNERE IL FUOCO
VOGLIAMO AIUTARCI DA NOI!

CON DUE PROPOSTE DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE NOI CITTADINI VOGLIAMO FINALMENTE CO-DETERMINARE LA POLITICA!

Link al sito delle due proposte di legge di iniziativa popolare

Gesamtbild klSono state ricordate le parole di Papa Francesco che parla della Terra come della nostra casa comune della quale abbiamo il compito di aver cura.
Invece questa nostra Terra brucia: bruciano le selve, si sciolgono le cappe polari e i ghiacciai, si estinguono sempre più specie, catastrofi di siccità e inondazioni di dimensioni bibliche nonché pandemie minacciano la vita di milioni di esseri umani. Cittadini e scienziati dubitano che si stia veramente intervenendo per invertire questi drammatici sviluppi. I cittadini voglio tutti insieme potersi aiutare da se. In tanti Paesi esistono esempi concreti incoraggianti. Alcuni sono stati riportati su manifesti in piazza.

In Alto Adige no! Dal 2018 è in vigore una legge provinciale che avrebbe dovuto rendere fattibili le votazioni referendarie. L'esperienza è un'altra. I referendum propositivi - l'una metà della democrazia diretta - si sono dimostrati non praticabili, e ultimamente i cittadini sono addirittura stai costretti a salvare l'altra metà, il referendum stesso.

Dal 2018, tre referendum propositivi e due consultivi sono stati respinti come inammissibili. E durante la pandemia è stato impossibile utilizzare gli strumenti di democrazia diretta, che invece sarebbero stati ben praticabili con la raccolta di firme online.
Oltre alle carenze tecniche già note, la legge del 2018 ne ha anche di sostanziali, che però vanno benissimo all'attuale maggioranza di governo provinciale, che non vuole sapere di referendum.
 
Questa volta purtroppo in base alle legge provinciale si può firmare solo nel proprio comune di residenza.
Potete firmare fino alla fine di settembre.

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Non fatevi togliere il referendum!

DOMENICA 29 MAGGIO 2022

 AL REFERENDUM PROVINCIALE

VOTA NO

CONTRO LA LEGGE SVP - LEGA SALVINI CON LA QUALE CI VOGLIONO TOGLIERE IL REFERENDUM SULLE LEGGI ORDINARIE PROVINCIALI E ALTRE REGOLE IMPORTANTI PER LA PARTECIPAZIONE

 

IL "REFERENDUM SALVA REFERENDUM" STA ALLE PORTE

PRESENTATO RICORSO AL TRIBUNALE CONTRO LA DECISIONE DELLA COMMISSIONE

 

SALVA IL REFERENDUM

I promotori vogliono partecipare alla campagna referendaria con tutti diritti politici che gli spettano - a nome dei 16.500 firmatari della loro richiesta di referendum.

A tal fine, hanno ora presentato un ricorso contro la decisione della commissione.

Per ricordare: nel luglio dello scorso anno, la maggioranza di governo SVP e Lega Salvini in Consiglio provinciale ha deciso non solo di abolire il referendum sulle leggi provinciali semplici, ma anche di ridurre ulteriormente i diritti

democratici. Di conseguenza, 37 promotori hanno presentato la richiesta per un referendum contro questa legge nel Consiglio provinciale e 26 organizzazioni hanno sostenuto questa iniziativa. Perché il referendum abbia luogo, almeno 8.400 cittadini dovevano sostenere la richiesta con la loro firma autenticata. In poco più di un mese l'estate scorsa sono state raccolte 16.500 firme. Poco prima della scadenza del termine di raccolta, per precauzione anche 14 consiglieri provinciali hanno presentato la richiesta di referendum. Per fortuna, perché un mese dopo la commissione che deve decidere sulla fattibilità del referendum in base alla verifica delle firme raccolte ha dichiarato inammissibile la domanda dei promotori per un presunto errore di procedura. Se è stato fatto effettivamente un errore, ne deve rispondere l'amministrazione del Consiglio. Inoltre, la Commissione non ha alcuna base giuridica per questa decisione e ha quindi superato la sua effettiva competenza. Pertanto, i promotori hanno cercato un'intesa per oltre quattro mesi. Purtroppo, questa non è stata possibile perché l'amministrazione del Consiglio ritiene di non poter ignorare l'autonomia di decisione della commissione.

I promotori hanno quindi deciso di appellarsi al tribunale provinciale per poter essere presenti nella campagna referendaria (probabilmente in maggio) con tutti i diritti che spettano a loro. È importante dare a tutti i cittadini che hanno chiesto il referendum una voce contro lo smantellamento della democrazia nei media e sui tabelloni per il voto referendario. Spetta anche ai promotori inviare cittadini da loro nominati per controllare le procedure di voto nelle sezioni elettorali.

I promotori non hanno dubbi che la loro domanda di referendum è stata dichiarata illegalmente inammissibile. La Commissione giustifica la propria decisione con il fatto che i singoli promotori hanno presentato un'autodichiarazione al posto del certificato di iscrizione nelle liste elettorali. La possibilità di usare la autodichiarazione è stata comunicata in anticipo dall'amministrazione del Consiglio e il modulo per questa autodichiarazione è stato presentato da essa ai promotori al momento della firma della richiesta di referendum. Se questo atto fosse davvero inammissibile, allora non dovrebbero essere i promotori e la loro causa a subire le conseguenze. Basta Immaginare cosa sarebbe successo se i 14 consiglieri non avessero presentato anch'essi la richiesta di referendum: per una tale banalità, lo strumento principale del potere decisionale dei cittadini, il loro strumento di controllo, sarebbe stato cancellato dalla legge, sebbene il doppio del numero dei cittadini previsto dalla legge avesse chiesto il referendum contro la modifica della legge. Inoltre i promotori ribadiscono che la Commissione non ha alcuna base di legge per giustificare la propria decisione. L'unica competenza attribuita alla Commissione dalla legge 10/2002 all'articolo 5 è la seguente:

(1) La Commissione per i procedimenti referendari verifica la regolarità delle firme raccolte, anche sommando le
firme di più iniziative referendarie riguardanti la stessa legge, e decide sulla procedibilità del referendum ..."

Niente di più. Quindi il loro unico compito è quello di determinare se il numero di firme richiesto è stato ottenuto per svolgere il referendum. Non ha il diritto di giustificare il suo rifiuto della richiesta di referendum con un presunto errore al momento della presentazione della richiesta. L'adempimento corretto di tutti i requisiti per la raccolta delle firme è compito dell'amministrazione del Consiglio. Una volta ritenuti validi da essa la raccolta delle firme è stata avviata con successo. Se all'atto di presentazione della richiesta ci fosse stato davvero un presunto errore questo potrebbe essere contestato solo davanti al tribunale.
Noi promotori siamo fiduciosi che il tribunale possa condividere questo punto di vista e che annulli la decisione della commissione in modo che noi promotori del referendum in base ai diritti stabiliti, possiamo far valere pubblicamente e in modo ufficiale tutte le nostre ragioni contro lo smantellamento della democrazia e impedirlo con il voto.
Anche questo ricorso comporta notevoli spese legali e giudiziarie.

Ogni donazione ci aiuta a far fronte a questo peso notevole!

Grazie in anticipo per il vostro sostegno!

referendum salvato

Il presidente della provincia Arno Kompatscher afferma:
"In Alto Adige abbiamo ancora molto da imparare dalla Svizzera ..."


referendum_salvato_2022_kl.jpg Come è già successo in occasione degli altri referendum provinciali, anche questa volta purtroppo resta una sensazione di disagio per qualcosa cui si è mancato di rispetto. Siamo molto lontani da una gestione obiettiva, trasparente e rispettosa di momenti così preziosi come il voto referendario, in cui sono i cittadini a decidere. In realtà questi sono momenti decisivi per la democrazia, in cui si verifica se democrazia significa veramente governo del popolo e nei quali si viene a sapere come i cittadini decidono su questioni importanti.
Se qualcuno non è pronto per questo livello di democrazia nella nostra Provincia, questi sono la maggioranza al potere e i media che le coprono le spalle. Inganno e depistaggio sono stati ancora una volta dominanti. Non c'è da stupirsi che solo poco meno di un quarto degli aventi diritto al voto abbia resistito a questo gioco ingannevole. Proprio per questo dobbiamo essere sempre più consapevoli, che noi cittadini disponiamo di strumenti con i quali possiamo avere un'influenza decisiva nel plasmare il futuro della nostra Provincia nel tempo che intercorre fra due elezioni.

71.000 cittadini, su iniziativa di poche persone, hanno gettato le basi per uno
 sviluppo positivo della democrazia in Alto Adige.


Con una vittoria del sì, la maggioranza di governo avrebbe visto confermate norme dannose per la democrazia,
con il chiaro NO espresso dagli elettori non si torna indietro su quanto conquistato.

Non ci aspettiamo che questi partiti ora al governo cambino minimamente il loro atteggiamento nei confronti della democrazia diretta. La loro idea di politica è determinata dal mantenimento totalitaristico del potere e dall'applicazione spietata di interessi particolari, per i quali il diritto di obiezione dei cittadini è una spina nel fianco. Il primo firmatario della legge ora bocciata dal popolo, Josef Noggler, non avrebbe potuto dirlo più chiaramente: "Non ci lasciamo ricattare (con il referendum)!" Per l’SVP l’appello alla volontà del popolo è un ricatto, la richiesta di negoziazioni e la ricerca del consenso sono una messa in discussione della propria sovranità di potere.

È un arduo processo di apprendimento per tutti uscire dalle lotte di potere, dalla logica di potere del più forte, verso una politica di ricerca del consenso più ampio possibile. Quasi la metà del consiglio provinciale sembra pronta a trasformare in realtà una tale comprensione della politica. L'Iniziativa per più democrazia continuerà a fare tutto ciò che è in suo potere per assicurarsi che ciò diventi patrimonio della maggioranza.

Qui il link ad un caloroso saluto (purtroppo solo in tedesco) al risultato del referendum da parte di
Ralf-Uwe Beck, portavoce della grande organizzazione che in Germania si impegna per i nostri stessi obiettivi

p.s.: L’Obmann dell’SVP afferma ora di potersi immaginare anche per l'Alto Adige un modello referendario, come in Svizzera. Sa di cosa sta parlando? È proprio questo che avevamo proposto in fase di stesura nel processo partecipativo della legge del 2018. Se la nostra proposta allora fosse stata accettata, varrebbe la regola che tutte le leggi provinciali non entrano in vigore per 100 giorni, ad eccezione di quelle approvate dai due terzi del Consiglio con propria clausola d'urgenza - per le quali la raccolta delle firme per referendum avrebbe potuto iniziare subito dopo l'entrata in vigore. Nei 100 giorni 4.200 cittadini (l'equivalente del numero di firme richieste in Svizzera! Da noi ora sono 13.000) avrebbero potuto portare la legge sospesa al voto referendario con raccolta firme, senza autenticazione delle firme, ma con verifica da parte del Comune.

"Non li giudicheremo dalle loro parole, ma dalle loro azioni".

Quello che i partiti di maggioranza al governo provinciale e i media che le coprono le spalle hanno ancora da imparere

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