la nuova legge sulla democrazia diretta è in vigore

Con questa settimana in Alto Adige inizia una nuova era politica

Fino ad ora qui da noi, in barba alla democrazia ma non diversamente da moltissimi paesi che si chiamano democrazie, si è governato sul popolo. D'ora in poi invece si dovrà governare con il popolo, come è giusto che sia in una vera democrazia. Da questa settimana infatti è in vigore la nuova legge sulla democrazia diretta!

Con il referendum (confermativo) per la prima volta previsto, gli aventi diritto al voto possono controllare in modo diretto l'attività legislativa del Consiglio provinciale. Ciò significa soprattutto che la rappresentanza politica fin d'ora dovrà essere consapevole del fatto che una legge da essa varata potrà essere sottoposta al referendum prima che questa entri in vigore. E con il voto referendario i cittadini potranno introdurre su loro iniziativa una nuova legge, come potranno modificare o abrogare una legge esistente.

Determinante a tal fine sono le nuove regole che ora si presentano praticabili. Ciò prima non valeva con il quorum del 40%. Questo è ora abbassato al 25%. Il numero delle firme richieste per attivare un referendum invece è rimasto invariato, secondo la versione originale del disegno di legge però avrebbe dovuto essere abbassato sensibilmente da 13.000 a 8.000. Questa soglia anche se non è insormontabile, sicuramente è troppo alta soprattutto per tematiche nuove. Almeno si è provveduto a estendere il periodo di raccolta firme a sei mesi.

In allegato
Breve descrizione degli strumenti di democrazia diretta ora a disposizione e delle regole di procedimento.

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invito all'assemblea dei soci

iniziative + referendum + parlamentoCon la nuova legge sulla democrazia diretta noi cittadine e cittadini siamo diventati la maggiore forza politica nella nostra provincia - siamo diventati veramente sovrani!
Abbiamo ora il potere - con la maggioranza dei votanti - di non far entrare in vigore nuove leggi, di presentare e far entrare in vigore leggi volute dalla cittadinanza, di modificare e abrogare leggi esistenti.
Noi vogliamo utilizzare questo potere per migliorare ulteriormente la democrazia esistente e per ampliarla. In quale modo questo potrà avvenire lo decide l'Assemblea dei soci.
Sono invitati tutti i cittadini interessati. Decidono i soci dell'Iniziativa presenti.

invito assemblea dei soci

Il referendum: diritto di veto del popolo

Perché il diritto al referendum vero, quello confermativo?

Nei giorni dopo il varo della nuova legge sulla democrazia diretta e la partecipazione dei cittadini, in alcuni mezzi di informazione si è fatta la voce grossa sul regolamento previsto nella legge per il referendum nella sua forma vera, conosciuto come confermativo, e contro lo stesso strumento.
Indipendentemente che lo si voglia accettare o meno, il referendum previsto proprio in questa forma è uno dei pilastri portanti della democrazia diretta: il diritto di controllo accanto al diritto d'iniziativa, il freno e l'acceleratore che spettano a noi cittadini in una democrazia integrale, per non cedere con il voto la nostra competenza e la nostra responsabilità e invece condividerle con i rappresentanti eletti.
Il  referendum vero va distinto da quello che di regola conosciamo in Italia, quello abrogativo che funziona come in questo esempio: tre anni dopo l'entrata in vigore della nuova legge elettorale e dopo che si è già votato secondo le sue regole, essa può essere abrogata (questa l'esperienza fatta!). Il referendum vero e proprio è il diritto di verificare con una votazione prima che entri in vigore se una decisione presa dalla rappresentanza politica viene condivisa a maggioranza dai cittadini o se viene respinta, cioè prima che essa crei una nuova realtà non voluta e si producano anche dei danni.

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Inizia una nuova era politica in Alto Adige

Un passo molto faticoso, non ancora sufficiente, ma di per se buono verso una democrazia diretta efficace!

tabellone votazione25 luglio 2018 – Dopo quattro anni di impegnativo negoziare con i cittadini e le loro organizzazioni e, soprattutto nell'ultimo periodo, tra i partiti e al loro interno, alla ricerca di un compromesso sostenibile, ieri è stata varata una nuova legge sulla democrazia diretta. Possiamo affermare che, nonostante non poche manchevolezze e incompletezze rimanenti, indubbiamente ora i cittadini hanno a disposizione una legge migliore per esercitare il loro diritto di partecipazione politica di quanto non sia stato possibile con la legge del 2005.

In seguito al referendum 2014 contro una legge voluta dalla sola SVP, i diritti di codeterminazione della politica ora sono stati regolamentati in modo praticabile. Questo in particolare grazie all'abbassamento del quorum al 25 % e al prolungamento del periodo di raccolta delle purtroppo tuttora richieste 13.000 firme (invece delle 8.000 originariamente previste nel disegno di legge); incide inoltre sulla buona praticabilità la previsione di un opuscolo referendario che verrà inviato a tutti i nuclei famigliari prima di una votazione referendaria, illustrando in modo oggettivo e neutrale l'oggetto del referendum e riportando in ugual modo le posizioni a favore e quelle contrarie.

Con l'introduzione della forma genuina del referendum, ovvero il cosiddetto referendum confermativo sulle leggi provinciali (se non varati con la maggioranza dei due terzi), la democrazia diretta in Alto Adige ora poggia finalmente su entrambe le sue due colonne portanti:

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