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Pubblicato: Venerdì, 15 Settembre 2023 15:39
LA DEMOCRAZIA CHE VOGLIAMO!

Quattro persone impegnate per lo sviluppo della democrazia in Europa,
in brevi interventi e in una conversazione moderata con Markus Lobis, illustrano e spiegano forme di democrazia parlamentare, diretta, partecipativa e consultiva-digitale attualmente esistenti, che ci sembrano esemplari per la democrazia che vogliamo.
Mercoledì 20 settembre 2023, ore 18:00-20:30
Sala conferenze del Centro Pastorale, Bolzano, Piazza Duomo
oppure partecipazione online registrandosi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Le relazioni saranno in lingua tedesca senza traduzione simultanea.
Moderazione: Markus Lobis
Relatrici e relatori:
La democrazia della concordanza
• Prof. Wolf Linder, Istituto di Scienze Politiche, Berna -
La democrazia participativa - Cittadini competenti
• Veronika Kienzle, Ministero del Baden-Württemberg Baden Württemberg -
La democrazia diretta per la sovranità delle cittadine e dei cittadini
• Ralf-Uwe Beck, Thüringen, portavoce di Mehr Demokratie e.V. -
La democrazia digital-consultativa - ottenere velocemente e semplicemente l'opinione di molte persone
• Simon Strohmenger, responsabile della piattaforma online Consul, Monaco -
Partecipa - proseguiamo sulla strada per una democrazia integrale!
In una situazione che spesso percepiamo come la fine dei tempi, ci rendiamo conto che il sistema politico con cui siamo finiti qui è ciò che chiamiamo: democrazia! Ma forse questa situazione è necessaria per capire di cosa abbiamo veramente bisogno noi esseri umani per vivere bene.
Per poterlo ricercare tutti insieme, abbiamo bisogno di una DEMOCRAZIA COMPLETA. Solo grazie ad essa potremo prendere una decisione vincolante per tutti su ciò che va fatto. Altrimenti ci saranno ancora carnefici e vittime, disuguaglianza e ingiustizia.
Come funziona una democrazia completa?
Parti di essa vengono già praticate con successo altrove. Te le presenteremo e tu il 22 ottobre potrai fare la scelta giusta!
L’autodeterminazione inizia con la nostra democrazia.
In questo convegno mostreremo come essa può articolarsi. Essa illustra e dimostra che ciò che chiediamo nel Manifesto di Dobbiaco per la democrazia (che viene presentato il 15 settembre, Giornata internazionale della democrazia) può diventare realtà.
Partecipa - proseguiamo sulla strada per una democrazia integrale!
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Pubblicato: Giovedì, 09 Marzo 2023 20:35
LA CRISI CLIMATICA ESIGE PIÙ DEMOCRAZIA

Venerdì 3 marzo si è svolto lo sciopero globale per la protezione del clima. A proposito affermiamo: la questione climatica è una questione di democrazia. Servono strumenti democratici con cui tutti i cittadini possano concorrere a dare risposte valide a questa domanda. Questo sciopero globale per il clima è per noi un’opportunità per evidenziare fatti che non possono venire smentiti e possibilità incoraggianti sul tema "clima e democrazia":
FATTO n. 1: la questione climatica è una questione di democrazia.
La crisi climatica è la conseguenza devastante del dominio millenario dell'uomo sull’uomo e sulla natura. Una democrazia completata con un valido esercizio di decisione da parte dei cittadini è il superamento di questo atteggiamento centrato sul potere distruttivo nei confronti delle persone e della natura. Ma più la crisi climatica peggiora, minore diventa il margine di manovra democratico.
FATTO n. 2: con una democrazia diretta e maggiormente partecipativa la strada giusta è tracciata.
In varie città della Germania con iniziative referendarie i cittadini sono riusciti a far passare importanti richieste di politica climatica, ad esempio per chiudere le centrali elettriche a carbone più velocemente del previsto. In molte città svizzere, negli ultimi anni, sono state lanciate e vinte le cosiddette "iniziative per il clima urbano" per un migliore clima urbano limitando il traffico automobilistico.
Il 26 marzo 2023 i cittadini di Berlino voteranno sulla domanda: la capitale tedesca dove diventare climaticamente neutra entro il 2030, invece che solo nel 2045 come previsto sinora? In più di ottanta città tedesche ci sono state e ci sono iniziative che con l'aiuto di „referendum sul clima" vogliono far raggiungere al proprio comune l'obiettivo del rispetto del limite di 1,5 gradi. Molti hanno già avuto successo.
FATTO n. 3: su questioni di politica climatica ci sono già più di 100 consigli dei cittadini estratti a sorte in tutto il mondo.
Un consiglio dei cittadini estratto a sorte riunisce molte prospettive diverse, riceve informazioni comprensibili da esperti, consiglia e sviluppa proposte per la politica. Fornisce alla rappresentanza politica proposte di soluzione capaci di avere una maggioranza e aiuti decisionali.
FATTO n. 4: Le persone estratte a sorte prendono decisioni più lungimiranti e coraggiose sulle questioni climatiche rispetto ai politici.
In Francia, nel 2019/2020, il presidente Macron ha nominato un consiglio dei cittadini e in Germania, a metà del 2021, si è tenuto un consiglio dei cittadini a livello nazionale auto-organizzato sul clima. I pareri dei consigli dei cittadini contengono rivendicazioni molto più ampie di quelle perseguite dai rappresentanti politici. Ad esempio rispetto ai limiti di velocità sulle strade e alla conversione dell'agricoltura a una produzione rispettosa del clima entro il 2030.
FATTO n. 5: Ci sono buoni strumenti democratici per integrare le politiche climatiche parlamentari.
Ad esempio una combinazione di consiglio dei cittadini e referendum. Prima le persone estratte a sorte si confrontano e propongono, poi la popolazione vota le loro proposte.
FATTO n. 6: attivarsi politicamente sulle questioni climatiche è possibile e sensato!
In considerazione della finestra temporale ristretta, alcune persone si chiedono: "Il cambiamento climatico è raggiungibile per via democratica?“ Noi affermiamo: non può che essere democratico!
SOLO, E ORA ARRIVA IL GRANDE MA:
Tutto questo è possibile in altri paesi, non in Alto Adige. Anche se 3 quarti degli aventi diritto (ASTAT-Info 74) affermano che i referendum sono importanti almeno quanto le elezioni. E invece assistiamo a disastrosi balbettamenti sul tema della sostenibilità e dobbiamo fare strenua resistenza contro l’assalto della cementificazione. E questo, anche se sulla carta abbiamo una legge sulla democrazia diretta e sulla partecipazione. Che però non funziona, le sue carenze non vengono sanate e vengono sfruttate per ostacolare e per evitare, che essa venga utilizzata.
Non ne possiamo più di questa politica! Con le elezioni provinciali del 2023 serve una maggioranza convinta per PIÙ DEMOCRAZIA se vogliamo finalmente fare ciò che va fatto in vista dell'imminente catastrofe climatica.