Link alla 3a domanda: Entro quanto tempo dovranno essere raccolte le firme per ottenere un referendum popolare?

Anche su questo argomento le posizioni variano considerevolmente. In Baviera, per ottenere l’autorizzazione al referendum, il 10% degli aventi diritto al voto devono presentare la firma presso il loro Municipio nello spazio di due settimane.

In Svizzera per una proposta del popolo ci sono 18 mesi a disposizione e 100 giorni per un referendum contro le decisioni della rappresentanza politica.

Ci si chiede: con un lasso di tempo molto breve per la raccolta delle firme si vuol forse provare che la questione

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Link alla 1a domanda: Quante firme devono essere raccolte per acquisire il diritto al voto referendario?

Per  promuovere un referendum è necessario che a richiederlo sia un numero stabilito di cittadini. Le firme di quanti cittadini devono essere raccolte per acquisire il diritto al referendum? Entro quale tempo massimo devono essere raccolte le firme? E' evidente che il numero delle firme necessarie non possa essere lasciato al caso ma debba essere deciso sulla base di alcuni criteri e orientamenti. Per stabilirlo si può  fare riferimento sia ad un orientamento giuridico logico che ad un orientamento basato sull'esperienza.

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Iniziativa popolare 2011

 

Prendi in mano il tuo futuro!

Rivendica il tuo diritto alla partecipazione!



 Sabato 12 marzo 2011
ore 10, piazza della Mostra, Bolzano

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La Mongolia s’informa in Svizzera sulla democrazia diretta, e vuol diventarne un modello per l’Asia

Il presidente della Repubblica di Mongolia, Tsakhiagiin Elbegdorj, si è recato nel Canton Argovia per informarsi sulla democrazia diretta e il federalismo svizzeri. Ha dichiarato che il suo Paese intende diventare un modello di democrazia diretta per l’Asia.

A questo fine alcuni diritti di Governo e Parlamento dovranno essere conferiti direttamente al popolo. Il presidente ha aggiunto che la Mongolia aspira a una democrazia diretta di tipo svizzero. I politici asiatici si mettono dunque in viaggio per l’Europa, così distante dalle loro tradizioni, per avere lezioni di democrazia. La delegazione mongola era composta di 40 persone, e ha visitato l’Argovia su invito del Governo cantonale. Tsakhiagiin Elbegdorj è presidente della Mongolia dal giugno 2009 e appartiene al Partito democratico. La Repubblica di Mongolia confina con Russia e Cina. Noi ci possiamo solo sognare che i nostri politici altoatesini si rivolgano ai vicini svizzeri per farsi spiegare come funziona una vera democrazia diretta. Loro guardano piuttosto alla Baviera, dove rispetto alla Svizzera la democrazia diretta è quasi inattiva a livello regionale.

Democrazia nell'economia

Alcuni valori di base non sono divisibili; questo vale anche per il valore sociale della democrazia.
La democrazia non si può ridurre a una parte specifica della vita sociale: essa deve permeare non solo la vita politica, ma tutti gli ambiti della vita sociale, e quindi anche i servizi comuni e l'economia.
Secondo Christian Felber esistono tre forme di proprietà nell'ordine economico:
- la proprietà pubblica
- la proprietà collettiva-privata
- la proprietà individuale-privata

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Una Costituzione per l'Alto Adige

Progetto partecipativo per una Costituzione provinciale

Ogni associazione, ogni comune e tutte le regioni hanno un proprio statuto, eccetto le regioni a statuto speciale: così l'Alto Adige non ha un proprio statuto e ha come riferimento la Costituzione italiana quale ordinamento legislativo supremo. Le regioni e la provincia autonoma non sono solo degli enti di autogestione all'interno dello stato ma necessitano di una propria legittimazione di base.

Certo, l'Alto Adige ha uno statuto autonomo che però definisce più che altro le competenze della provincia, dei suoi organi  e non  i diritti e doveri basilari, non il fondamento del convivere di persone in un luogo comune. Lo statuto autonomo, nato in comune accordo con i nostri rappresentanti politici e il parlamento nazionale, definisce la cornice dell'autonomia e non è una Costituzione decisa dai cittadini e che regolamenta le modalità di convivenza fra gli stessi sulla base di una condivisone di valori e scelte di fondo riguardo al modo di creare un ordine comune per il bene di tutti.

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Gli stipendi dei politici

Detto semplicemente: non si può più tollerare che i nostri politici guadagnino così tanto. Se poi confrontiamo i loro stipendi con quelli di altri paesi e consideriamo pure la scarsa qualità del loro lavoro la cosa risulta veramente inaccettabile: è ora che cambi qualcosa. Non è per invidia o per la necessità di risparmiare: la cosa più preoccupante è che noi affidiamo i compiti più importanti che riguardano l'intera collettività a persone che mirano in primo luogo al vantaggio di stipendi lucrativi. E' un criterio poco nobile che purtroppo hanno molte persone che ambiscono a questa posizione; proprio coloro che si occupano della cosa pubblica invece dovrebbero essere le persone che maggiormente hanno a cuore non i propri vantaggi ma il bene del popolo.

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Una legge elettorale migliore

Dal 2001 la Giunta Provinciale ha la competenza per istituire una propria legge elettorale. Vari tentativi della Giunta Provinciale per un nuovo regolamento sono rimasti senza esito e, anche nel caso in cui la Giunta Provinciale avesse effettuato una riforma della legge elettorale, difficilmente avrebbe garantito una maggiore libertà nel voto.

Per ottenere una legge adeguata infatti è necessario che siano i cittadini a darsi da fare riflettendo su come vogliono votare in futuro. Con iniziative legislative popolari i cittadini nei Laender tedeschi hanno iniziato a introdurre, con modalità dirette e democratiche nuove leggi elettorali che danno maggiori possibilità di scelta al cittadino.

Se da noi si potrà o meno avviare un referendum per avere una migliore legge elettorale è per il momento ancora incerto: c'è stato infatti il precedente del giudizio di una commissione giudicatrice che ha respinto la richiesta di referendum sulla riforma di legge sulla democrazia diretta. In ogni caso però è significativo il lavoro realizzabile con la partecipazione attiva di un gran numero  di cittadini che ora hanno a disposizione nuove possibilità grazie alla rete digitale e che in ogni modo  hanno a disposizione lo strumento della proposta di legge di iniziativa popolare con il quale si può portare una proposta in ogni caso in Consiglio.

Proposta di legge di riforma della democrazia diretta

La strada verso una legge migliore sulla democrazia diretta dopo il referendum popolare 2009

All'inizio di novembre 2009,  nell'ambito di una clausura,  in previsione del nuovo trattamento in Consiglio Provinciale  del regolamento sulla democrazia diretta,  era stata proposta, come procedura promettente,  una doppia strategia. Da una parte  utilizzare tutte le possibilità al fine di ottenere, attraverso la pressione sulla rappresentanza politica,  il più efficace aggiustamento  della  proposta politica stessa.  Dall'altra creare le condizioni per far passare i miglioramenti necessari in via diretta e democratica attraverso l'azione referendaria.

Per la stesura della strategia fu creato appositamente un gruppo di lavoro che entro il 2009 arrivò al seguente risultato:

L'obiettivo primario deve essere principalmente l'usufruibiltà del diritto decisionale. Questo comporta di conseguenza un miglioramento minimo della legge in vigore nei seguenti punti:

  1. abbassamento del quorum al 15%.;
  2. introduzione di una clausola di protezione dei diritti di base dei tre gruppi linguistici in sostituzione dell'effetto protettivo di un quorum alto;
  3. possibilità tramite referendum popolare di decidere sulle delibere della giunta provinciale, possibilmente tramite referendum confermativo.
  4. garanzia di un'informazione oggettiva ed istituzionale. Ispirandosi alla legge sulla par condicio, sarebbe anche da prevedere, in vista di un referendum popolare, che 30 giorni prima del voto via sia una riduzione dell'influenza della giunta provinciale sulla pubblica opionione
  5. la possibilità di influire, tramite referendum popolare, sulla legislazione che regola gli stipendi dei politici (questo punto,a differenza degli altri, non era condiviso da tutti e di conseguenza deciderà il comitato promotore).

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5 per mille per piu democrazia diretta

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